ulivi-thumb
ulivi-puglia

Se desideri scoprire tutti i segreti che si nascondono dietro gli ulivi secolari di Puglia, patrimonio inestimabile di questi luoghi, allora non puoi perdere la visita d’eccezione offerta dalla Masseria Il Frantoio a tutti gli ospiti. Nel cuore della Valle d’Itria, la storia gloriosa di questi alberi ha avuto modo di intrecciarsi con le vite dei proprietari della Masseria e continua tuttora ad intrecciarsi con le centinaia di turisti che ogni giorno decidono di godere del loro splendore.

Una storia che ha inizio 25 anni fa, quando Armando e Rosalba Balestrazzi giunsero per la prima volta presso questa masseria ad Ostuni. All’epoca intorno agli ulivi millenari che caratterizzavano la tenuta non vi era nessuna protezione, così alla coppia venne la splendida idea di dar vita ad un progetto dal nome: “Adotta un ulivo secolare”.  Si tratta di una iniziativa volta a preservare gli ulivi attraverso l’adozione simbolica del singolo albero, ricevendo in cambio un certificato di adozione, una maglietta e 30 litri di olio come frutto della olive raccolte dall’albero stesso.

Una decina di anni dopo l’idea di Armando e Rosalba, interviene la regione Puglia a proteggere e salvaguardare ognuno di questi alberi attribuendo loro un numero identificativo. Ogni albero, rinominato e codificato, è stato poi geolocalizzato affinché non potesse più essere estirpato ed eventualmente impiantato in un luogo poco adatto alla sua sopravvivenza. Una geolocalizzazione che si è resa necessaria anche per poter risalire alla loro posizione in caso di incendi e fenomeni naturali avversi.

Un percorso suggestivo nell’antico uliveto della Masseria

Il percorso all’interno dell’uliveto di Masseria Il Frantoio ti porterà alla scoperta delle tecniche di potatura tipiche di questa regione. Quest’attività infatti segue filosofie differenti in base alle zone d’Italia, e nel caso pugliese è abbastanza massiccia: solo poche foglie verdi vengono risparmiate mentre il resto dell’albero viene pesantemente alleggerito dalle ramificazioni più estese. Questa potatura radicale avviene perché nel primo anno l’ulivo non produce, nel secondo anno produrrà al 50%, mentre nel terzo e nel quarto anno la produzione sarà massima.

Questo è il motivo per cui nel nostro Frantoio, per non essere mai inattivi, ogni anno decidiamo di potare solo un quarto delle coltivazioni, così da tenere viva una rotazione e una produzione crescente in tutto l’uliveto. Allo stesso tempo riutilizziamo la legna derivante dalla potatura per alimentare i 15 camini sparsi per la Masseria. L’elevato potere calorico di questo legno e la notevole quantità di olio di cui è intriso lo rendono un ottimo combustibile per i nostri camini.

Tuttavia il vero elemento di distinzione del nostro uliveto rispetto a quelli delle proprietà circostanti e delle altre Masserie in Puglia, è sicuramente la grande varietà di olive coltivate. Se 25 anni fa erano presenti solo gli ulivi secolari e millenari della famiglia della “Ogliarola salentina”, oggi siamo orgogliosi di contare ben 15 tipologie di olive differenti.

Si è soliti pensare che le olive possono essere solo di 3 varianti (rossa, verde e nera), ma la verità è che solo in Italia ci sono più di cinquecento varietà differenti: alcune perfette per essere servite a tavola come aperitivo (es. la nocellara da mensa o l’oliva mela), altre più adatte alla spremitura e dunque alla produzione di olio (come l’oliva leccina, tipica della regione Puglia). A volte la decisione di spremere un tipo piuttosto che un altro non è tanto una questione di gusto quanto piuttosto di produttività. Raccogliere le olive è un lavoro molto intenso: servono tante persone così come molte ore di lavoro. Per tale motivo si preferisce spremere solo quelle varietà da cui si è sicuri di ottenere la massima produttiva in termini di olio.

Proseguendo il nostro tour, nella parte più alta della tenuta sarà possibile ammirare i polloni, i cosiddetti ricacci degli ulivi, che noi abbiamo soprannominato “i figli” degli ulivi. Gli antichi erano convinti che gli ulivi fossero immortali, ma la verità è che incendi o malattie possono provocarne anche la morte. Nella nostra masseria ogni anno questi polloni vengono tagliati, a meno che  l’ albero non stia per morire così decidiamo di lasciarne circa 3 figli per ciascuno. Dopo un paio di anni si torna a verificare quale di questi 3 ricacci sia il più forte e, come in una tragedia greca, solo lui sarà lasciato libero di crescere fino a che assisterà alla morte del padre dopo circa 5 o 10 anni.

L’ultima parte di questo percorso suggestivo ci porta nel luogo dove sorge un ulivo la cui forma ritorta è sostenuta da una colonna laterale risalente all’800. Non tutti sanno che nel tempo gli ulivi ruotano in senso orario, e sono diverse le teorie in merito alla rotazione. C’è chi dice che seguano la rotazione terrestre, chi pensa che siano modellati dal vento, ma noi da buoni romantici vogliamo credere che l’ulivo ruoti nello stesso verso elicoidale del DNA umano, proprio come un persona.

A volte succede che uno di questi tre rami anziché andare verso l’alto si protenda verso il basso. Gli antichi che credevano che l’ulivo fosse un dio, piuttosto che tagliarlo facevano in modo che venisse sorretto da una di queste colonne. E noi memori di quei tempi passati vogliamo tener vive queste tradizioni!

 

Scoprite le 3 esperienze magiche che vi riserva Masseria Il Frantoio a stretto contatto con questi patriarchi senza tempo!